Export: grandi opportunità di crescita per il Veneto

Con ottimi risultati, le esportazioni regionali che partono dal Veneto continuano a sostenere l’economia nazionale. Ad analizzare i dati relativi all’export sono la Regione Veneto insieme ad Istat e Ice.

Le opinioni e i giudizi dicono che il 2015 si è chiuso con una crescita del 6% circa il valore dell’export rispetto all’anno precedente. Il Veneto conferma la seconda posizione della graduatoria regionale: 60 miliardi di euro, dopo i 70 della vicina Lombardia. Tra i principali mercati dove i prodotti veneti spopolano vi sono gli Stati Uniti (grazie al deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro), il Regno Unito, dove le vendite di prodotti agroalimentari hanno raggiunto il +120 milioni di euro e le produzioni meccaniche (+70milioni di euro), la Polonia, la Croazia e a grande novità il lontano Messico.

<h2>E i giudizi sulla Cina?</h2>

Le esportazioni di prodotti DOP e IGP veneti verso la Cina crescono del +5%. Sul piano industriale le vendite sono a livello di produzioni ottiche, chimiche e dell’industria del legno.

Il fatturato veneto verso la Russia, dopo la riduzione di circa 180 milioni di euro registrata nel 2014, è diminuito nel 2015 del 30,6% (pari a 505 milioni di euro), ciò ha comportato una retrocessione di qualche posizione (dall’ottava alla tredicesima) nella graduatoria dei principali mercati dell’export regionale.

Oltre ai beni del comparto agroalimentare, che in parte sono sotto embargo e dimezzano il loro valore (-31 milioni di euro), ne risentono fortemente la meccanica (-142 milioni), la moda (-98 milioni) e l’arredamento (-64 milioni), i settori di punta in Russia del made in Veneto.

La pubblicazione contiene al suo interno un’ulteriore analisi dei settori trainanti e dei mercati più dinamici per il Veneto, il confronto con i principali competitors europei, un approfondimento sulla capacità di innovazione delle imprese e sull’internazionalizzazione.

Annunci

Export Italia, bilancio di metà anno

L’estate si sta accingendo alla sua ultima parte, ma solo da qualche giorno sono stati resi noti i dati Istat relativi alla prima metà del 2015 in relazione al commercio estero del Sistema Italia. Dati che sono ora visibili con maggiore ottimismo grazie allo scatto compiuto nel corso del mese di giugno 2015, quando la crescita del valore dell’export rispetto allo stesso mese dello scorso anno ha toccato quota 9,4%, determinato sia dalle vendite verso l’area UE (+ 10,1%) sia dalle vendite verso l’area Extra UE (+ 8,7%). Positivo anche il dato tendenziale dell’import (+ 12,2%) a sua volta determinato sia dalla crescita degli acquisti dall’area UE (+ 14,3%), sia dall’area Extra UE (+ 9,4%).
commenti exportPer quanto attiene ancora l’export, a sostenere il commercio estero delle imprese italiane sono in particolare il Belgio (+ 37,6%), la Turchia (+ 27%) e gli Stati Uniti (+ 21,5%), mentre una forte flessione – per quanto ampiamente prevedibile – è stata registrata nei confronti della Russia (- 25,3%).

I dati Istat sul commercio estero indicano inoltre che il surplus commerciale del nostro Paese è stato imponente, con volume di 2,8 miliardi di euro a giugno, contro 3,3 miliardi di euro di giugno 2014. Al netto dell’energia, la bilancia risulta altresì essere positiva per 5,5 miliardi di eruo. Nel primo semestre l’attivo è stato pari a 18,5 miliardi di euro, con una crescita dell’export pari al 5%.

Sul fronte dei dati congiunturali, confrontando giugno con maggio 2015 il valore delle esportazioni è in lieve flessione (- 0,6%) contro crescita del 4,3% da parte dell’import. La leggerissima diminuzione dei dati congiunturali è da ricercarsi principalmente nelle vendite verso i mercati Extra UE (- 1,9%), mentre crescono ancora le vendite verso i mercati UE (+ 0,5%). Nella classifica dei beni che salgono o scendono nella bilancia commerciale, la riduzione dell’export è esteso a tutti i principali raggruppamenti di beni con la sola eccezione dei prodotti intermedi (+ 0,3%) e dei prodotti energetici (+ 3,2%).In ambito trimestrale, nel secondo trimestre 2015 la dinamica positiva congiunturale dell’export (+ 2,1%) è determinata sia dall’area UE (+ 3,5%) sia in misura più contenuta da quella Extra UE (+ 0,4%). L’espansione maggiore riguarda i prodotti di natura energetica (+ 38,8%) e quelli dei beni di consumo (+ 4%).

A metà anno, è inoltre ben noto come la punta di diamante dell’export è rappresentato ancora dall’agroalimentare, con il primo semestre 2015 che può chiudersi con un export di quasi 18 miliardi di euro di esportazioni del comparto. Un risultato che non ha precedenti, e che è di quasi 8 punti percentuali in aumento ripsetto al 2014. In maniera ancora più specifica – commentava il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, a giugno il mercato Usa ha fatto registrare un incremento del 29% per il nostro alimentare, con vendite che nei sei mesi superano 1,7 miliardi di euro, in linea con l’obiettivo di esportare 36 miliardi di euro entro fine anno.